Circolo di Belluno

martedì 19 luglio 2011

Intervista su l'Unità a Nichi Vendola

19 luglio 2011

Presidente Vendola, la manovra varata in fretta e con cosi’ tanti sacrifici per i ceti medio bassi non sembra efficace neppure per stabilizzare i mercati. Se l’aspettava?
C’e’ una speciale vulnerabilita’ del nostro Paese legata al giudizio che l’intero mappamondo politico da’ della nostra classe di governo di centrodestra: una compagine impresentabile, che ha posto sulle spalle di Tremonti una manovra di perfetta macelleria sociale, a fronte della fuga del premier. Entrambi sono ormai prigionieri di una dimensione
scandalosa che riporta alla mente, a 30 anni esatti, la visione della questione morale proposta da Enrico Berlinguer».
Sono gli scandali a indebolire l’Italia sui mercati?
La girandola di inchieste svela la verminosita’ dei poteri reali. La manovra, dal canto suo, scarica su regioni e Comuni il cerino di tagli e tasse che segnano il congedo dall’eta’ del welfare. Lo Stato si ritrae dai suoi compiti fondamentali di indirizzo politico, economico e sociale, di luogo della perequazione e lascia campo libero al mercato. Lo Stato, nella visione di questa destra, si occupa

domenica 3 luglio 2011

Tilt Camp

Dal 31 agosto al 4 settembre, a Roseto degli Abruzzi, daremo vita a "Tilt Camp", un vero e proprio villaggio della politica e della partecipazione: workshop, seminari, dibattiti, assemblee, presentazioni di libri, proiezioni video, interviste collettive ai protagonisti della scena politica italiana.
Ascolto, presa di parola, confronto e, soprattutto, socialità e divertimento. L'appuntamento è in un camping sul mare, con piscina, campo da tennis e di calcetto. Con bungalow da quattro e cinque posti letto (due stanze doppie), con servizi igienici e cucina. A un prezzo di 25 euro al giorno compresa la cena (95 euro per tutto il soggiorno)
Il campeggio sarà il primo momento in cui verrà creata una rete di taglio generazionale che punta a costruire un progetto partecipato e aperto della sinistra. Ci sono una-due generazioni molto frammentate, divise in tante microesperienze e microvertenzialità, ma che non sono solo accumunate dalla stessa condizione esistenziale di precarietà ma che, molto probabilmente, condividono tanti problemi e tante soluzione da portare all'attenzione della politica. "Tilt" uno spazio di riflessione e di confronto, di ascolto e di presa di parola. Si articolerà in quattro giorni, affronterà le questioni che troppo spesso stanno fuori dall'agenda politica del Paese: lavoro, giustizia sociale e diritti sono solo alcuni dei temi sui quali vogliamo costruire la nostra "sinistra" del presente.  
Al campeggio parteciperanno Nichi Vendola, Maurizio Landini, Luigi De Magistris e tante e tanti altri esponenti della politica, della cultura, della società civile.

Per ogni informazione e per prenotarsi:
http://www.tiltcamp.it/

Un caro saluto,

Marco Furfaro (SEL Lazio)

mercoledì 15 giugno 2011

Anche i bellunesi hanno detto Sì

Una volta tanto lo si può dire senza peccare di retorica: a vincere il 12 e il 13 giugno sono stati innanzitutto i cittadini.

Se pensiamo al dispiegamento di forze che il governo ha messo in campo per osteggiare i referendum, tra l'altro in modo spesso subdolo e assai poco rispettoso nei confronti della sovranità popolare (che, non guasta mai ricordarlo, è sancita dall'art. 1 della Costituzione), emerge in modo ancora più lampante la portata del risultato: affluenza al 57,04%, di cui 95% circa ha detto "sì" a tutti e quattro i quesiti; il che significa che almeno il 54% circa degli aventi diritto al voto è contrario alla privatizzazione dell'acqua (e al fatto che su di essa si speculi), al nucleare e al cosiddetto "legittimo impedimento". Nemmeno i più ottimisti speravano in una vittoria a tal punto schiacciante.

Per non parlare del comune di Belluno, dove l'affluenza ha raggiunto il 59,52%, il che significa, alla luce di una percentuale di "sì" simile a quella nazionale, che il 57% circa dei bellunesi aventi diritto al voto si è dichiarato favorevole a tutte e quattro le proposte abrogative.

Dopo i risultati delle amministrative, per quanto qui non si tratti di un voto politico in senso stretto (e infatti va sottolineato che anche diversi elettori del centro-destra hanno votato "sì" a tutti, o quasi, i quesiti referendari), ecco un'altra ventata di freschezza che fa ben sperare in un futuro prossimo migliore, in cui la partecipazione popolare non sia solo un concetto vuoto di cui si riempiono la bocca i politicanti, ma una realtà effettiva. Certo i referendum del 12 e 13 giugno hanno costituito un passo decisivo in questa direzione.

venerdì 10 giugno 2011

Si vota sì

"Credo che non bisogna perdere neanche un minuto, non bisogna distrarsi neanche un secondo. Bisogna informare, informare, informare i cittadini italiani del fatto che siamo nell'imminenza di un referendum importantissimo". "L'esercizio del diritto di voto rappresenta è l'esercizio di uno dei fondamentali diritti di cittadinanza, tanto più quando è in gioco qualcosa che ha a che fare con il bene comune". "Liberare l'Italia dall'incubo delle centrali nucleari, impedire all'Italia la cattiva avventura della privatizzazione delle reti acquedottistiche,  significa rimettere in piedi una cultura dei beni comuni".
"Domenica prossima i cittadini italiani possono riaffermare il principio che la politica è esercitare virtù civiche, innamorarsi delle proprie comunità e dei propri territori e stabilire una distinzione tra ciò che e' sacro e ciò che è profano. Il diritto alla vita, all'acqua, alla salute, al territorio, appartiene al repertorio delle cose sacre  che non possono essere mercificate, monetizzate e privatizzate". (AGI) Ba1/Msc Bari 09 giugno 2011 Nichi Vendola.
 

sabato 4 giugno 2011

Adesso il Veneto

"[...] Tra quanti hanno più motivi per festeggiare c'è sicuramente Diego Pauletti, segretario provinciale a Belluno, ma anche presidente regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, il partito di Vendola da cui proviene anche il nuovo sindaco di Milano. Pauletti però è molto composto: «È un buon risultato, che dà consenso alla serietà in politica, a chi non prende in giro la gente». Pauletti, ieri pomeriggio, è stato tempestato di messaggi: «Mi scrivono da tutta Italia», dice il presidente veneto di Sel, «quello che è successo è eccezionale, ma lo prendiamo con calma, perché c'è ancora molto lavoro da fare». Pauletti guarda alla sua regione, a quel Veneto dove il centrosinistra e Sel non riescono ancora a invertire la rotta. «Il risultato è straordinario, ma prendiamo queste elezioni con molta attenzione, cercando di costruire le basi per riuscire a replicare anche nel Veneto». [...]"

[Fonte: i.a. e ma.co., Pauletti (Sel): «Adesso il Veneto», Corriere delle Alpi, 31 maggio 2011]

sabato 28 maggio 2011

Stampiamoci i volantini per i Referendum

Vista la censura nei confronti dei Referendum,
Viste le limitate disponibilità economiche di noi tutti,

Vi invitiamo a scaricare i volantini e a stamparveli, fronte e retro, per
DISTRIBUIRLI AD AMICI - PARENTI - COLLEGHI DI LAVORO E VICINI!

domenica 15 maggio 2011

Solidarietà ai profughi da parte di SEL

Fonte: Raffaele Scottini, Tutto ok, i feltrini sono gentili, "Corriere delle Alpi", 14 maggio 2011
http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2011/05/14/news/tutto-ok-i-feltrini-sono-gentili-4194422

"«Tutto ok, i feltrini sono gentili»Si chiamano Manga Malang (originario del Senegal), Lamir Kuyafeh (Gambia), Manga Sékou (Gambia), Sawadogo Assami (Burkina Faso), Diallo Daouda (Liberia) e sono cinque dei dodici profughi arrivati in città dalla Libia, dove si trovavano per lavoro, con occupazioni nell'edilizia da operai specializzati in costruzioni, serrature in ferro, o montanti delle porte in alluminio. Tutti giovani uomini nativi di Paesi dell'Africa sub-sahariana, oggi ospiti in sei mini-appartamenti della Caritas in via Nassa.  Sono stati espulsi dalla Libia contro la propria volontà e imbarcati, pagando 600 euro per la traversata via mare a Lampedusa. E da lì il viaggio è proseguito, fino a Verona per poi essere accompagnati con i mezzi della protezione civile regionale a Feltre. Arrivati in due gruppi nella notte tra venerdì 6 e sabato 7, sono stati accolti ufficialmente ieri dal prefetto Maria Laura Simonetti insieme al sindaco Vaccari e all'assessore alle politiche sociali e ai flussi migratori Zatta.  Ora i profughi sospinti dalla guerra in Nordafrica hanno il volto sorridente, l'espressione sollevata: «Everything is ok», «va tutto bene», commentano in coro. Ed è la frase che ripetono più spesso. Parlano solo inglese e francese, ma chiedono di imparare l'italiano: «Ci piacerebbe andare a scuola, ne abbiamo bisogno», dice Manga Sékou, originario del Gambia, che in Libia faceva l'operaio edile ed è dovuto fuggire a bordo di un barcone, dopo che gli è stato sequestrato anche il cellulare. «Vorremmo un telefono per sentire la famiglia», prosegue, «conosciamo il numero da chiamare, ma ci serve una sim card». Per loro la Caritas ha stipulato una convenzione con un ristorante-pizzeria per i pasti, ed è stabilito un rimborso spese di 40 al giorno.  Qui si trovano bene: «People is very good and friendly», «le persone sono gentili e amichevoli», aggiunge Sawadogo Assami. Poi c'è Diallo Daouda, liberiano, a cui piacerebbe rimanere in Italia, una volta regolarizzata la situazione con le autorità che gli permetterebbe di cercare un sistemazione. Per ora infatti, i dodici profughi sono in possesso di un permesso di tre mesi, rinnovabile se nel frattempo l'istruttoria delle pratiche per i documenti dovesse