Circolo di Belluno

venerdì 10 giugno 2011

Si vota sì

"Credo che non bisogna perdere neanche un minuto, non bisogna distrarsi neanche un secondo. Bisogna informare, informare, informare i cittadini italiani del fatto che siamo nell'imminenza di un referendum importantissimo". "L'esercizio del diritto di voto rappresenta è l'esercizio di uno dei fondamentali diritti di cittadinanza, tanto più quando è in gioco qualcosa che ha a che fare con il bene comune". "Liberare l'Italia dall'incubo delle centrali nucleari, impedire all'Italia la cattiva avventura della privatizzazione delle reti acquedottistiche,  significa rimettere in piedi una cultura dei beni comuni".
"Domenica prossima i cittadini italiani possono riaffermare il principio che la politica è esercitare virtù civiche, innamorarsi delle proprie comunità e dei propri territori e stabilire una distinzione tra ciò che e' sacro e ciò che è profano. Il diritto alla vita, all'acqua, alla salute, al territorio, appartiene al repertorio delle cose sacre  che non possono essere mercificate, monetizzate e privatizzate". (AGI) Ba1/Msc Bari 09 giugno 2011 Nichi Vendola.
 

sabato 4 giugno 2011

Adesso il Veneto

"[...] Tra quanti hanno più motivi per festeggiare c'è sicuramente Diego Pauletti, segretario provinciale a Belluno, ma anche presidente regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, il partito di Vendola da cui proviene anche il nuovo sindaco di Milano. Pauletti però è molto composto: «È un buon risultato, che dà consenso alla serietà in politica, a chi non prende in giro la gente». Pauletti, ieri pomeriggio, è stato tempestato di messaggi: «Mi scrivono da tutta Italia», dice il presidente veneto di Sel, «quello che è successo è eccezionale, ma lo prendiamo con calma, perché c'è ancora molto lavoro da fare». Pauletti guarda alla sua regione, a quel Veneto dove il centrosinistra e Sel non riescono ancora a invertire la rotta. «Il risultato è straordinario, ma prendiamo queste elezioni con molta attenzione, cercando di costruire le basi per riuscire a replicare anche nel Veneto». [...]"

[Fonte: i.a. e ma.co., Pauletti (Sel): «Adesso il Veneto», Corriere delle Alpi, 31 maggio 2011]

sabato 28 maggio 2011

Stampiamoci i volantini per i Referendum

Vista la censura nei confronti dei Referendum,
Viste le limitate disponibilità economiche di noi tutti,

Vi invitiamo a scaricare i volantini e a stamparveli, fronte e retro, per
DISTRIBUIRLI AD AMICI - PARENTI - COLLEGHI DI LAVORO E VICINI!

domenica 15 maggio 2011

Solidarietà ai profughi da parte di SEL

Fonte: Raffaele Scottini, Tutto ok, i feltrini sono gentili, "Corriere delle Alpi", 14 maggio 2011
http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2011/05/14/news/tutto-ok-i-feltrini-sono-gentili-4194422

"«Tutto ok, i feltrini sono gentili»Si chiamano Manga Malang (originario del Senegal), Lamir Kuyafeh (Gambia), Manga Sékou (Gambia), Sawadogo Assami (Burkina Faso), Diallo Daouda (Liberia) e sono cinque dei dodici profughi arrivati in città dalla Libia, dove si trovavano per lavoro, con occupazioni nell'edilizia da operai specializzati in costruzioni, serrature in ferro, o montanti delle porte in alluminio. Tutti giovani uomini nativi di Paesi dell'Africa sub-sahariana, oggi ospiti in sei mini-appartamenti della Caritas in via Nassa.  Sono stati espulsi dalla Libia contro la propria volontà e imbarcati, pagando 600 euro per la traversata via mare a Lampedusa. E da lì il viaggio è proseguito, fino a Verona per poi essere accompagnati con i mezzi della protezione civile regionale a Feltre. Arrivati in due gruppi nella notte tra venerdì 6 e sabato 7, sono stati accolti ufficialmente ieri dal prefetto Maria Laura Simonetti insieme al sindaco Vaccari e all'assessore alle politiche sociali e ai flussi migratori Zatta.  Ora i profughi sospinti dalla guerra in Nordafrica hanno il volto sorridente, l'espressione sollevata: «Everything is ok», «va tutto bene», commentano in coro. Ed è la frase che ripetono più spesso. Parlano solo inglese e francese, ma chiedono di imparare l'italiano: «Ci piacerebbe andare a scuola, ne abbiamo bisogno», dice Manga Sékou, originario del Gambia, che in Libia faceva l'operaio edile ed è dovuto fuggire a bordo di un barcone, dopo che gli è stato sequestrato anche il cellulare. «Vorremmo un telefono per sentire la famiglia», prosegue, «conosciamo il numero da chiamare, ma ci serve una sim card». Per loro la Caritas ha stipulato una convenzione con un ristorante-pizzeria per i pasti, ed è stabilito un rimborso spese di 40 al giorno.  Qui si trovano bene: «People is very good and friendly», «le persone sono gentili e amichevoli», aggiunge Sawadogo Assami. Poi c'è Diallo Daouda, liberiano, a cui piacerebbe rimanere in Italia, una volta regolarizzata la situazione con le autorità che gli permetterebbe di cercare un sistemazione. Per ora infatti, i dodici profughi sono in possesso di un permesso di tre mesi, rinnovabile se nel frattempo l'istruttoria delle pratiche per i documenti dovesse

mercoledì 6 aprile 2011

Riunione dell'Assemblea Regionale del 2 aprile

Paolo Cento su nucleare e rinnovabili all'incontro pubblico
del 1 aprile con il candidato a Sindaco di Rovigo Giovanni Nalin
Sabato 2 aprile ha avuto luogo a Rovigo la seconda Riunione dell’Assemblea Regionale di SEL delle Province del Veneto. All’ordine del giorno liste, alleanze e campagna elettorale in vista delle prossime elezioni amministrative a Rovigo e nel resto della regione. Ospite d’onore Paolo Cento, Responsabile Nazionale degli Enti Locali, che con il suo intervento ha sia esemplarmente riassunto i punti fondamentali degli interventi dei compagni, sia delineato in modo chiaro e preciso le linee guida del partito:

Spetta soprattutto a noi veneti elaborare, anche per il nazionale, una riflessione sul federalismo; riflessione che miri a risolverne i nodi confrontandosi con il linguaggio leghista, senza per questo condividerlo;

La questione ecologista è e dev’essere centrale per il partito, trattandosi non solo di una prospettiva di innovazione che tiene conto della tutela dell’ambiente, ma anche di una grande questione economica e sociale che dà risposta a diverse contraddizioni della società di oggi (un esempio su tutti, la possibilità di creare posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili);

Anche a livello comunale si può fare molto sulle energie rinnovabili e contribuire alla riconversione nazionale;

C’è una parte di Welfare che appartiene ai comuni e che è stata colpita dalla riduzione delle risorse alla dimensione locale messa in atto da un governo che dimostra, nonostante le chiacchiere, di non avere realmente a cuore gli interessi degli enti locali;

Lavoro e reddito sono due questioni che vanno affrontate di pari passo se si vuole realmente dare una risposta efficace ai problemi della disoccupazione e del precariato (al riguardo sul sito nazionale è stato caricato in questi giorni il seguente documento: http://www.sinistraecologialiberta.it/articoli/reddito-minimo-garantito-proposte-per-liniziativa-politica-di-sel);

Essendo la prospettiva strategica di SEL quella di ricostruire il centro-sinistra, dev’essere sempre chiaro che noi si cerca l’alleanza con il PD e che se questa non ha luogo è per fatti contingenti, non per principio;

In parole povere, prima ancora che l’ennesimo partito di sinistra, dobbiamo essere una forza politica che fa i conti con la crisi economica.

martedì 22 marzo 2011

«Tre le criticità che l'affidamento a Gsp comportava»

Articolo di Ermano De Col pubblicato sul Corriere delle Alpi del 20 marzo 2011
http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2011/03/20/news/tre-le-criticita-che-l-affidamento-a-gsp-comportava-3737079

«Tre le criticità che laffidamento a Gsp comportava»Rileggere il passato aiuta a guardare al futuro, anche quanto al servizio idrico. Svolgo queste considerazioni riportando, quasi integralmente, la lettera esplicativa da me inviata, quale Sindaco di Belluno, già nel 2003 ai 65 colleghi Sindaci dell'Ato "Alto Veneto". Nel 2003, all'indomani dell'assemblea nella quale il Comune di Belluno, su mandato del Consiglio comunale, aveva votato "no" al Piano d'ambito (punto di partenza delle attuali incongruenze) e non aveva partecipato al voto sulla scelta di Bim Gsp Spa quale gestore unico, ho rappresentato direttamente ai colleghi Sindaci i tre "peccati originali", ossia le tre maggiori criticità che secondo il Comune di Belluno la decisione (di approvare quel piano e di affidarlo a Bim Gsp) determinava con evidenza.  Questi tre punti erano e purtroppo restano i seguenti: - un Piano d'Ambito assolutamente inadeguato e a dir poco sommario; - l'assenza di un chiaro ruolo del Comitato Istituzionale e dell'Assemblea della Ato in funzione di un effettivo controllo da parte dell'Ato stesso e dei Sindaci sul soggetto gestore; - la difficoltà di gestire una società (la Spa Bim Gsp) nella quale il principio "una testa, un voto" determina l'impossibilità di veri meccanismi di governo, efficienti e responsabili, adeguati al servizio direttamente affidato. Purtroppo dobbiamo dire che nel 2003 il Comune di Belluno fu facile profeta, perché oggi questi nodi sono venuti al pettine e la situazione complessiva è diventata un macigno pesante. Nel 2003 il Piano d'ambito è nato male. Preceduto da una ricognizione molto approssimata e a campione, poggia tuttora su una radiografia sommaria rivelatasi errata. Per una scelta dettata solo da cattiva volontà politica, Belluno - il Comune più popoloso della provincia - non fu coinvolto nell'impostazione del piano d'ambito, dei suoi scenari operativi, delle sue priorità. Le sue analisi avrebbero meritato e tuttora meriterebbero ragionamenti, approfondimenti, aggiustamenti. Le palesi incongruenze di oggi le avevamo previste e sollevate in ogni sede, senza trovare attenzione, anzi con dichiarato fastidio e addirittura ostilità verso il Comune che aveva denunciato con correttezza e sempre nelle sedi competenti i profondi e gravi limiti del piano e dell'affidamento. Ricordo anzi che venne eretto un

domenica 20 marzo 2011

Alcuni dati sulla disoccupazione nel Bellunese

Dal periodico statistico della provincia di Belluno apprendiamo che tra l’agosto del 2008 e il luglio del 2010 sono 2428 le persone entrate a far parte della schiera dei disoccupati, che raggiunge così quota 7111. Un aumento del 52% in soli due anni, sintomo evidente del fatto che anche nel Bellunese la crisi del mercato del lavoro s’è fatta sentire, eccome.
A ben vedere però, la situazione è ancora più drammatica. Infatti luglio, come testimoniano i dati non solo del 2010 ma anche del 2009, è il mese dell’anno in cui cala di più la disoccupazione a causa delle assunzioni per la stagione turistica estiva. Già da agosto il numero dei disoccupati riprende a salire e in tre mesi circa è tornato ai valori di aprile. Basti pensare che il dato della Cgil, che si riferisce all’agosto 2010, è 8500 circa, superiore di quasi 1400 a quanto riporta la provincia in relazione al mese precedente.
Detto ciò, cerchiamo ora di capire com’è strutturata questa massa di disoccupati e se la sua composizione presenta differenze notevoli rispetto a due anni prima, quando la crisi economica globale era ancora agli inizi.

Sesso. Sei punti percentuali di incidenza sul totale dei disoccupati passano dalle femmine ai maschi, che rimangono comunque in minoranza. Insomma, la distanza tra i due sessi, per quanto ancora presente, tende a diminuire; dal 58% che erano, in due anni le donne hanno visto diminuire il loro peso sul totale e sono scese al 52%. A quanto pare la crisi ha a cuore le pari opportunità più della politica.

Età. Coerentemente con la situazione nazionale, a pagare maggiormente il prezzo della crisi sono i giovani. Il numero di disoccupati tra i 18 e i 29 anni è infatti aumentato del 69% (+698), scarto ben maggiore rispetto a quello delle altre fasce di età, che si aggira attorno al 45-50%. I giovani, inoltre, sono gli unici che nel lasso di tempo preso in considerazione hanno visto aumentare il proprio peso sul totale dei disoccupati (+3% ca.). In realtà, in termini strettamente numerici, i giovani disoccupati sono in leggerissima minoranza, ma questo si spiega facilmente: innanzitutto parliamo di una provincia in cui solo il 12,5% circa della popolazione ha tra i 18 e i 29 anni; se poi ci aggiungiamo che il tasso di attività giovanile si aggira attorno al 35%, capiamo come mai, nonostante il numero relativamente contenuto di giovani disoccupati, nel 2009 il tasso di disoccupazione giovanile sfiorasse già il 18,5% (meglio della media nazionale, ma