Continuano a dire che "non è vero che si parlò di 380" e che "nel documento [il protocollo d'intesa] non c'è scritto". Nella migliore delle ipotesi, il protocollo lo hanno firmato ma non lo hanno letto evidentemente (cfr. pag. 3 del Protocollo di intesa del 31/03/2009). Che non se ne parlò, inoltre, non è assolutamente vero, poiché l'allora consigliere di Belluno democratica La sinistra Francesco Rasera Berna evidenziò il punto durante la riunione del Consiglio comunale del 19 dicembre 2008 (cfr. pag. 1 della Discussione relativa alla deliberazione del Consiglio). Si commentano da sé.
Circolo di Belluno
giovedì 13 marzo 2014
domenica 9 marzo 2014
Firma e invita a firmare per la lista L'ALTRA EUROPA CON TSIPRAS
Vi informiamo che da lunedì 10 marzo, fino ai primi di aprile,
è possibile firmare per la lista L'ALTRA EUROPA CON TSIPRAS
presso l'Anagrafe di Belluno, in via Mezzaterra 45.
Orari:
Lunedì 9.00 - 13.00
Martedì 8.30 - 11.00
Mercoledì 8.30 - 11.00
Giovedì 8.30 - 11.00 / 15.00 - 17.00
Venerdì 8.30 - 11.00
Sabato 8.30 - 11.00
Presto i moduli saranno disponibili anche allo Sportello del cittadino, in piazza Duomo 2.
Qui trovate i candidati nel nostro collegio:
http://www.listatsipras.eu/
e i materiali per la raccolta firme:
lunedì 17 febbraio 2014
Terna e l'amnesia politica ad alta tensione
Il
Sindaco Massaro è stato ripetutamente attaccato su più fronti per
la questione dell'elettrodotto, ma bisognerebbe innanzitutto
chiedersi: chi ha aperto le porte a Terna? Non è che forse, come
troppo spesso accade, è proprio la prima gallina che canta ad aver
fatto l'uovo? Cerchiamo di fare un po' di chiarezza ripercorrendo la
vicenda per sommi capi:
Nel
Protocollo d'Intesa sulla razionalizzazione della rete in alta
tensione (AT) nei comuni di Soverzene, Ponte nelle Alpi e Belluno del
31/03/2009, leggiamo che “gli enti firmatari si impegnano a
confermare la propria favorevole posizione sul progetto di fascia di
fattibilità concordata" e "a favorire la conclusione
dell'iter autorizzativo e la realizzazione delle opere [...] dandone
la massima e preventiva diffusione e ricercandone la condivisione sul
territorio." Leggiamo anche che Terna passerà dall'attuale
linea aerea armata a 220 Kv a quella a 380 per ogni intervento
successivo (più sibillinamente si dice che userà “gli standard
previsti per il livello di tensione fino a 380 Kv”).
Senza
tanti giri di parole, chi sottoscrisse questo protocollo accettò per
sé e per chi sarebbe venuto dopo di lui che in Comune di Belluno
-SENZA INTERRARE ALCUNA LINEA- sarebbe passato un elettrodotto per il
380. Tra i firmatari troviamo l'allora Presidente della Provincia
Sergio Reolon (Pd) e l'allora Sindaco di Belluno Antonio Prade (Pdl),
il che dovrebbe già averci chiarito un po' le idee sulle
responsabilità più immediate.
Se
risaliamo alla Delibera del Consiglio Comunale del 19/12/2008 (e
relativa discussione), è possibile rendersi conto che la storia era
già scritta chiaramente allora e che molti di coloro che oggi
criticano l'amministrazione Massaro furono allora o sordi o ciechi o
tutt'e due. Infatti
quando si votò per l'approvazione del protocollo d'intesa, la
critica per il passaggio senza previsione di interramento e per le
finalità della nuova linea fu espressa a chiare lettere da Belluno
democratica La sinistra con il consigliere Francesco Rasera Berna in
consiglio ed il consigliere Vanni Roccon in commissione. E'
interessante anche vedere chi votò a favore e chi contro.
Capiamo
quindi fino a che punto sia paradossale questa situazione che vede
l'attuale Sindaco Massaro, che a suo tempo espresse voto contrario al
protocollo d'intesa, come il bersaglio delle critiche sterili e
demagogiche di chi, come Pdl in Comune e Pd in Provincia, a suo tempo
lo sottoscrisse e oggi, con estremo cinismo, si scaglia contro le
conseguenze delle proprie stesse azioni come se fossero altrui.
Ciò
che è assolutamente fondamentale è un impegno per il territorio
bellunese e la sua salvaguardia che non dipenda dal presunto
tornaconto elettorale del momento o da tattiche propagandistiche, ma
che assuma invece la tutela di questo territorio come valore fondante
dell'agire politico-amministrativo.
Sel
è quindi impegnata perché, contro lo stucchevole gioco delle parti
di certa politica, si faccia tutto il possibile per riparare ai danni
causati da scelte tanto improvvide.
Leggi
i documenti
venerdì 11 ottobre 2013
Lettera da Commissione nazionale del Congresso
Care, cari,
Vi ricordiamo che non è possibile, se non per particolari e rarissime esigenze che saranno valutate dalla Commissione nazionale, derogare al calendario votato nel regolamento per le date dei congressi provinciali e regionali.
Pertanto vi invitiamo a farci pervenire il giorno dopo l'assemblea che le ha votate e comunque entro e non oltre il 1 novembre p.v., le composizioni, con relativi recapiti (mail e cellulari), delle commissioni provinciali e regionali per il congresso e, di conseguenza, i calendari delle assemblee aperte e dei congressi di federazione.
Si è stabilito, per rendere la partecipazione la più ampia possibile, che le/gli iscritte/i, che per motivi di studio o di lavoro, non possano partecipare ai congressi provinciali di appartenenza, possano partecipare al congresso di provincia in cui risiedono temporaneamente, se lo richiedono alla commissione nazionale del congresso, entro e non oltre il 1 novembre 2013.
Pertanto vi invitiamo a farci pervenire il giorno dopo l'assemblea che le ha votate e comunque entro e non oltre il 1 novembre p.v., le composizioni, con relativi recapiti (mail e cellulari), delle commissioni provinciali e regionali per il congresso e, di conseguenza, i calendari delle assemblee aperte e dei congressi di federazione.
Si è stabilito, per rendere la partecipazione la più ampia possibile, che le/gli iscritte/i, che per motivi di studio o di lavoro, non possano partecipare ai congressi provinciali di appartenenza, possano partecipare al congresso di provincia in cui risiedono temporaneamente, se lo richiedono alla commissione nazionale del congresso, entro e non oltre il 1 novembre 2013.
Inoltre, avendo potuto pubblicare sul sito il documento a firma Nichi Vendola solo il 1 ottobre per consentire ai programmatori di predisporre il sito, vi comunichiamo che abbiamo deciso di lasciare un weekend aggiuntivo per la raccolta delle sottoscrizioni per eventuali emendamenti e altri documenti. Quindi la scadenza per la presentazione di emendamenti o documenti alternativi è così stabilita:
- gli emendamenti e i documenti dovranno essere presentati, corredati delle sottoscrizioni necessarie come previste da regolamento, via mail a congressosel@sxmail.it entro e non oltre le ore 12 di lunedì 21 ottobre p.v.
Tutte le comunicazioni, ricorsi, informazioni e altro inerenti il congresso devono essere richieste in forma scritta e inviate via mail a: congressosel@sxmail.it. Per questioni di trasparenza e di efficienza, solo ed esclusivamente le comunicazioni inviate con tale modalità saranno prese in considerazione. Vi chiediamo, pertanto, di disincentivare richieste telefoniche, via facebook o mail personali.
La commissione nazionale per il congresso
Tutte le comunicazioni, ricorsi, informazioni e altro inerenti il congresso devono essere richieste in forma scritta e inviate via mail a: congressosel@sxmail.it. Per questioni di trasparenza e di efficienza, solo ed esclusivamente le comunicazioni inviate con tale modalità saranno prese in considerazione. Vi chiediamo, pertanto, di disincentivare richieste telefoniche, via facebook o mail personali.
La commissione nazionale per il congresso
Sergio Boccadutri, Paolo Cento, Beatrice Giavazzi, Tino Magni, Daniela Santroni
venerdì 10 maggio 2013
Assemblea aperta
Il circolo Sel di Belluno invita simpatizzanti e
iscritti a partecipare
Venerdì 17 maggio
ore 18.30
Centro Giovanni XXIII (sala Candeago)
ad un'assemblea aperta per riflettere insieme sulla questione nazionale e sulla ricostruzione di una nuova sinistra di governo.
Venerdì 17 maggio
ore 18.30
Centro Giovanni XXIII (sala Candeago)
ad un'assemblea aperta per riflettere insieme sulla questione nazionale e sulla ricostruzione di una nuova sinistra di governo.
domenica 28 aprile 2013
giovedì 4 aprile 2013
Riformare la sanità veneta, ridurre le Ulss
LETTERA APERTA AL CONSIGLIO REGIONALE VENETO
La sanità veneta è governata dalla Regione e gestita, con nomina del presidente della giunta regionale, da 24 direttori generali per 22 aziende ulss e per le 2 aziende ospedaliere di Padova e Verona. Le ulss, alla loro nascita, vengono disegnate pensando al piano sanitario, agli ospedali da salvare e a quelli da dismettere e trasformare, a quelli da sviluppare, a quelli da ridurre. Così sono nate e disegnate con ambiti geografici non sempre lineari, ma tenedo conto del rapporto popolazione e posti letto con geografie inaspettate. In taluni casi si sono allargati territori attorno ad alcuni ospedali per proteggerli da eventuali tagli o per implementarli, in altri casi si sono messi in uno stesso ambito territoriale più ospedali che, così sistemati "geograficamente", abbisognavano di tagli di posti letto e quindi di chiusura e riconversione di un ospedale, solitamente il meno "politicamente" titolato. La necessaria pianificazione sanitaria ed ospedaliera in una regione ove i posti letto ospedalieri, talvolta vuoti, erano eccessivi avrebbe operato meglio se il rapporto posti letto ed abitanti fosse stato visto non in tante artificiose aree di ulss, spesso sghimbesce, ma dall'ottica provinciale, di ciascuna provincia.
Certamente
gli ospedali "forti politicamente", anche a prescindere dalla
qualità delle prestazioni e dei servizi resi, si sarebbero difesi ugualmente,
ma certe giustificazioni del rapporto posti letto abitanti sarebbero state
indedolite e di molto e sarebbero emersi di più i dati qualitativi.
Non
solo per questi motivi sarebbe opportuno andare subito, il prima possibile, a
ridurre le 22 aziende ulss e le due aziende ospedaliere in sole sette, una
per provincia.
I
tagli alla sanità, la cui spesa per quella italiana ora è al di sotto della
media europea, rendono necessario il recupero di fondi. Sono le attività
sanitarie, ospedaliere,di prevenzione, di tutela della salute che hanno bisogno
di essere incrementate, non quelle "burocratico amministrative" che pesano
ancora tanto senza incidere sulla salute dei cittadini. I direttori generali,
nominati dalla "politica" (dal presidente della giunta regionale dopo
aver sentito i partners di maggioranza) hanno costi rilevanti, rilevantissimi
se si pensa anche ai premi annuali percepiti. Passare da 24 direttori
generali con i vari addetti attorno alla direzione generale, a 7,
significa risparmiare cifre rilevanti (anche questi sono i costi della
"politica") . Con i risparmi siano finanziate attività
sanitarie oggi in pericolo o molto ridimensionate.
Non
c' è ragione di difendere ambiti territoriali superati, anacronistici,
dispersivi per una corretta programmazione socio-sanitaria. Si pensi quindi ad
introdurre questa necessaria modifica che permetterebbe di recuperare significative
risorse per la tutela della salute dei cittadini.
Resta
un grande problema. Grande come una casa. Il problema del governo
trasparente, democratico, partecipato della salute delle cittadine e dei
cittadini. In questi anni e persino in questi giorni, sono emerse troppe
vicende "scandalose", con rilevanza giudiziaria, riferite alla
"gestione" sanitaria. Non è più possibile mantenere questo tipo di
potere monocratico "politico", travestito da "tecnico",
distante e non trasparente, del direttore generale nominato
"politicamente" dal presidente della giunta. Strumenti di partecipazione
democratica, di controllo e di massima trasparenza vanno pensati e
introdotti.
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