Circolo di Belluno

giovedì 2 aprile 2015

Elezioni regionali e autosospensione

Il Circolo Sel di Belluno si è riunito per discutere la scelta dell'Assemblea Veneta di sostenere la candidata del Partito Democratico alle prossime elezioni regionali. Tutti i presenti hanno espresso pareri molto critici nei confronti di questa alleanza con il partito di governo. Si ritiene infatti che la scusa di dover sconfiggere in Veneto il “blocco delle destre xenofobe” non regga il confronto con la realtà; lasciando da parte i numeri, già il semplice fatto di essere all'opposizione, di raccogliere firme contro certi provvedimenti, di manifestare contro certe politiche, di dichiararsi alternativi al modello neoliberista e via dicendo, ci sembrano ragioni più che sufficienti per considerare quest'alleanza improponibile e, comprensibilmente, non credibile agli occhi dell'elettorato, poiché già non lo è ai nostri.
In un'epoca in cui si governa a suon di cinguettii, ci limitiamo a citare una (prevedibile) uscita degli ultimi giorni della candidata alla Presidenza della Regione Veneto, Alessandra Moretti, sostenuta ufficialmente da Pd, Sel e Verdi; siamo convinti che (tanto più alla luce degli ultimi dati Istat sulla disoccupazione, che prontamente torna a salire) basterebbe da sola a provocare un profondo imbarazzo anche in chi, all'interno di Sel, quest'alleanza l'ha voluta, cercata e stretta: “Ho incontrato e ringraziato il Ministro Poletti" - scrive Moretti - "per la risposta che il Governo ha dato all'Italia con le nuove norme sul lavoro.” E infatti nell'accordo programmatico che il Circolo ha avuto modo di visionare, tanto per fare un esempio, dei diritti dei lavoratori non v'è traccia, quasi non fosse una questione centrale di questi tempi; per non parlare della montagna, che pare non esistere.
Per queste ragioni, in sintesi, il Circolo di Belluno non condivide la linea uscita dall'Assemblea Veneta e non farà campagna elettorale a sostegno della candidata del Pd Moretti. Per il voto, ovviamente, vale la libertà di coscienza.

Si sottolinea inoltre che i presenti hanno deciso all'unanimità di autosospendersi da tutte le cariche interne al partito.

Pd e rimpasto di Giunta

Le notizie dello scorso fine settimana sull'attacco del Pd a Massaro pongono con forza alla sinistra che con Massaro ha affrontato la campagna elettorale più di un interrogativo. La virulenza dell'attacco sembra dimostrare che il Pd bellunese ritenesse di essere ad un passo dall'entrare in quella Giunta che dichiarava di voler azzerare. Il punto però è che qualsivoglia discussione o trattativa che intenda portare ad una ricomposizione a sinistra (ammesso che ciò rimanga possibile nonostante la politica del governo Renzi) non può che avvenire in maniera pubblica e trasparente. Qualsiasi altra operazione sarebbe il peggio della vecchia politica e delle logiche di potere, cui purtroppo non si sottraggono affatto tanti alfieri del nuovo. E sarebbe per noi, già solo per il metodo, del tutto inaccettabile.
A fronte invece del rimpasto di Giunta, benché non proprio tempestivo, non possiamo che augurare un buon lavoro auspicando un rinnovato impegno per il buon governo della città, sottolineando però la necessità di un cambio di passo, nonostante l'attacco del governo agli Enti Locali.

mercoledì 24 settembre 2014

Governo e lavoro: meno diritti per fare cosa?

Non molto tempo fa il Ministro Poletti ci ha ricordato, quasi ce ne fossimo scordati, che “l’articolo 18 non è un totem.” Ora gli fa eco il Renzi. Piace sempre molto, in politica, parlare per metafore per non affrontare le questioni nel merito; in effetti di che si tratta? Sicuramente non di un totem, né di un mantra, ma di un articolo dello statuto dei lavoratori. È a dir poco sconfortante che un governo creda sul serio di rilanciare l’Italia abolendo il diritto al reintegro nei licenziamenti senza giusta causa (tant’è che il Presidente del Consiglio dei Ministri stesso, sensibile com’è al richiamo dell’ambizione personale, non molto tempo fa, per conquistare un partito che si spera stia provando almeno un minimo di imbarazzo, si esprimeva in senso opposto a quanto fa attualmente). Non è solo una questione di giustizia sociale, oltre che di puro buon senso – al riguardo c’è ovviamente chi ha una sensibilità diversa, che noi non condividiamo – semplicemente è pura fantascienza credere che ciò possa in qualche modo risolvere il disastro economico italiano, che ha ben altre radici.
Ma il Renzi – c’è da esserne certi – risponderebbe prontamente che loro sono per tutelare i precari, per superare la divisione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B (tanto per non farsi mancare le amate metafore calcistiche). Come no! Infatti questo governo di grandi speranze e larghe intese, per esempio, voleva eliminare del tutto la quota di stabilizzazioni obbligatorie dopo l’apprendistato; per fortuna l’iter parlamentare ha reintrodotto almeno una quota minima del 20% per le aziende con più di 50 dipendenti (e ciò nonostante riesce ad essere peggio della vituperata legge Fornero, che prevedeva infatti una quota minima del 30% senza distinzioni di dimensione dell’azienda, e dal 2015 la quota sarebbe passata al 50%).
Inoltre, come se non bastasse, il governo aumenta da uno a tre anni la durata massima dei contratti a tempo determinato senza causale. Pone un limite però: per massimo il 20% dell’organico… e chi sfora? Sanzione pecuniaria (no assunzione quindi) del 20% della retribuzione complessiva per la prima unità lavorativa che eccede la soglia, del 50% per quelle successive. Roba pesante insomma, da far venire i brividi. Ammessi ben 5 rinnovi nei tre anni (l’iter ha abbassato la quota di 8 inizialmente prevista dal Ministro); precedentemente, e parliamo sempre della Fornero, era previsto al massimo un solo rinnovo. Voleva anche abolire la formazione obbligatoria per l’apprendistato, ma pare non ci sia riuscito.
E dopo tutte queste mosse “geniali”, per le quali la destra liberista – giustamente – ringrazia di cuore? La disoccupazione e il precariato sono in continuo aumento, in particolar modo quelli giovanili, il cui abbattimento, a chiacchiere, è in cima alla lista delle priorità del governo. Di fatto siamo, assieme alla Grecia, il fanalino di coda dell’Europa. Inoltre il Pil cala, i consumi stentano a crescere, molte aziende continuano a soccombere alla crisi; i giovani laureati lasciano il paese. La maggior parte degli indicatori economici dipinge un presente nero, e non lascia certo ben sperare per il futuro. Il governo che doveva fare una riforma al mese prende tempo e promette una rivoluzione in 1000 giorni (faceva brutto dire quasi tre anni). A spese, come al solito, dei lavoratori e degli aspiranti tali.
Speriamo tutto ciò non cada nel dimenticatoio prima delle prossime elezioni. Nel frattempo ne approfittiamo per ricordare al Presidente del Consiglio dei Ministri che, dati alla mano, il costo del lavoro in Italia è in linea con la media europea e che l’unica differenza sostanziale, semmai, risiede nel fatto che, nonostante il costo per l’azienda sia grossomodo lo stesso, al lavoratore arriva in tasca di meno. Chiediamo quindi gentilmente al suo partito di invitarlo non solo ad un bagno di umiltà, ma anche a studiare un po’ di più prima di accingersi nuovamente a salvare l’Italia dal baratro. Altrimenti, se persiste nel non esibire meriti concreti, toccherà bocciarlo. O non funziona così?

Marco Barluzzi

venerdì 9 maggio 2014

Elettrodotto: bocciata l'opzione C, e ora?

Con il voto del consiglio comunale del 7 maggio scorso sembra sia chiusa (ingloriosamente, per vero) la vicenda “Terna”?
Sicuramente no, perchè i due progetti di cui parla il protocollo del 2009 sono all'esame degli organi competenti e -uno dei due- attende il via libera.
Vedremo come si comporteranno a Roma e Venezia quei partiti che dopo aver concepito il protocollo, si sono eretti a difensori dell'ambiente in Consiglio Comunale di Belluno ovvero Forza Italia e Partito Democratico.
E' però da sottolineare che anche questa -nel piccolo- è una vicenda che rimanda a quella -assai più importante- della cattiva politica e della melma che avvolge tanto "fare politica” in Italia.
Come giudicare chi dapprima firma il protocollo che permette a Terna di portare il 380 in linea aerea a Belluno (aspetti ben chiari nel protocollo del 2009 e chiaramente denunciati dalla sinistra) e poi fa finta di nulla e di non sapere che proprio quel protocollo ha prodotto il procedimento che porterà all'autorizzazione a favore di Terna?  E che fa finta di non sapere che il voto del 7 maggio proprio non blocca nulla, anzi permette di continuare sulla stessa via di prima?
Il voto della maggioranza è stato evidentemente un voto sofferto e che ha diviso, ma è stato un voto che aveva come oggetto non l'elettrodotto sì o l'elettrodotto no (a dire sì ci avevano già pensato PD e PDL nel 2008/2009), ma come ridurre il danno ovvero come tentare di risolvere una situazione creatasi per responsabilità altrui.
Non a caso proprio coloro cui risale la responsabilità del voto favorevole all'elettrodotto nel 2008/2009 non hanno votato per la prospettata “riduzione del danno”.
Quando si parla di riduzione del danno si parla sempre di un dato ipotetico, ma quando non si parla nemmeno di riduzione del danno si accetta l'esistente.
Nel rispetto del voto secondo coscienza che molti consiglieri hanno ritenuto di esprimere, il dato politico che balza agli occhi è però la compattezza di quella pattuglia: favorevoli allora al protocollo, contrari oggi alla riduzione del danno, senza nemmeno un atto di pentimento: non resipiscenza ma puro cinismo alla ricerca del consenso perduto.
E come considerare un partito come il Pd, partito di governo ed al governo, che si comporta come l'ultimo dei raggruppamenti populisti/demagogici, tanto da fare una cosa a Ponte nelle Alpi ed un'altra a Belluno ? E chissà cosa farà a Roma.
Insomma politica come gioco delle tre carte dove l'illusione è la regola; gioco a cui non partecipiamo.

Tappa bellunese per la Morandin

BELLUNO. La lista L’Altra Europa con Tsipras mette a punto gli ultimi passaggi in vista della campagna elettorale. Il comitato bellunese si è riunito giovedì scorso e ha nominato Iolanda Da Deppo presidente e Italo Cerentin segretario. Inoltre ha definito i vari incarichi in vista della campagna elettorale che, da qui al 25 maggio, vedrà sfidarsi diversi partiti per la corsa al parlamento europeo.
La capolista è Paola Morandin, operaia dell'Electrolux di Susegana, che sarà a Trichiana venerdì 9 maggio alle 20.30 nella la sala del cinema S. Felice.
Obiettivo della lista è proporre un’altra idea di Europa «alternativa a quella delle large intese, dell'austerità, del neoliberismo che, con la sua difesa ad oltranza della logica di mercato e della sfrenata accumulazione di ricchezza nelle mani di pochi, ha finito per opprimere strutturalmente le classi meno abbienti (e più numerose), vendendosi come “scelta dura ma obbligata”» spiega il comitato bellunese in una nota.
«Ad unire la sinistra in questa sfida è la convinzione che né con i mascheramenti della realtà operati dagli attuali governanti, né con i populismi antieuropeisti tanto in voga di questi tempi è possibile ottenere un miglioramento concreto delle condizioni di vita della popolazione europea. E non si può sperare di migliorare la difficile situazione che stanno attraversando anche i cittadini bellunesi se prescindiamo dagli equilibri europei che, in questa tornata elettorale, siamo chiamati a decidere. Si tratta di un'occasione che nessun elettore di sinistra (o meglio, nessun elettore che crede in un'Europa più solidale, sostenibile e democratica) dovrebbe farsi sfuggire».



L’Altra Europa con Tsipras costituisce il comitato bellunese



l'altra europa con tsprasGrande partecipazione giovedì 24 aprile per l’Assemblea pubblica del Comitato bellunese L’Altra Europa con Tsipras, che si è tenuta alle ore 20:30 presso la sala Luciani del Centro Giovanni XXIII di Belluno. All’ordine del giorno la costituzione formale del comitato, l’elezione del coordinamento e l’organizzazione della campagna elettorale.
I presenti hanno nominato Presidente Iolanda Da Deppo e segretario/tesoriere Italo Cerentin. Sono stati inoltre definiti i vari incarichi, tra i quali quello di coordinatore, conferito ad Andrea Mario.
Molti gli interventi dei partecipanti e la disponibilità a contribuire attivamente alla realizzazione del progetto, che vede la quasi totalità delle forze della sinistra italiana, sia di partito che di movimento, unite da un’altra idea di Europa, alternativa a quella delle large intese, dell’austerità, del neoliberismo che, con la sua difesa ad oltranza della logica di mercato e della sfrenata accumulazione di ricchezza nelle mani di pochi, ha finito per opprimere strutturalmente le classi meno abbienti (e più numerose), vendendosi come “scelta dura ma obbligata”. 
Ad unire la sinistra in questa sfida è la convinzione che né con i mascheramenti della realtà operati dagli attuali governanti, né con i populismi antieuropeisti tanto in voga di questi tempi è possibile ottenere un miglioramento concreto delle condizioni di vita della popolazione europea. E non si può sperare di migliorare la difficile situazione che stanno attraversando anche i cittadini bellunesi se prescindiamo dagli equilibri europei che, in questa tornata elettorale, siamo chiamati a decidere. Si tratta di un’occasione che nessun elettore di sinistra (o meglio, nessun elettore che crede in un’Europa più solidale, sostenibile e democratica) dovrebbe farsi sfuggire.
Per questo alle prossime elezioni del 25 maggio sosteniamo con gran convinzione la lista L’Altra Europa con Tsipras, e quindi la candidatura di Alexis Tsipras, leader di Syriza (attualmente quotata come prima forza politica in Grecia), a Presidente della Commissione europea.
Tra i prossimi eventi organizzati sul territorio, si segnala l’incontro pubblico con la capolista Paola Morandin, operaia dell’Electrolux di Susegana, che si terrà venerdì 9 maggio, alle ore 20:30, presso la sala del cinema S. Felice di Trichiana.
Chiunque fosse interessato a dare il suo contributo alle attività del comitato, oppure semplicemente ad avere maggiori informazioni, può scrivere al seguente indirizzo e-mail: belluno.altraeuropa@gmail.com, oppure chiamare il 3489261248.

fonte: http://www.bellunopress.it/2014/04/27/58154/

giovedì 13 marzo 2014

Continuano a dire baggianate

Continuano a dire che "non è vero che si parlò di 380" e che "nel documento [il protocollo d'intesa] non c'è scritto". Nella migliore delle ipotesi, il protocollo lo hanno firmato ma non lo hanno letto evidentemente (cfr. pag. 3 del Protocollo di intesa del 31/03/2009). Che non se ne parlò, inoltre, non è assolutamente vero, poiché l'allora consigliere di Belluno democratica La sinistra Francesco Rasera Berna evidenziò il punto durante la riunione del Consiglio comunale del 19 dicembre 2008 (cfr. pag. 1 della Discussione relativa alla deliberazione del Consiglio). Si commentano da sé.


domenica 9 marzo 2014

Firma e invita a firmare per la lista L'ALTRA EUROPA CON TSIPRAS

Vi informiamo che da lunedì 10 marzo, fino ai primi di aprile, 

è possibile firmare per la lista L'ALTRA EUROPA CON TSIPRAS 

presso l'Anagrafe di Belluno, in via Mezzaterra 45.

Orari:
Lunedì        9.00 - 13.00 
Martedì       8.30 - 11.00
Mercoledì     8.30 - 11.00
Giovedì       8.30 - 11.00  /  15.00 - 17.00
Venerdì       8.30 - 11.00
Sabato        8.30 - 11.00


Presto i moduli saranno disponibili anche allo Sportello del cittadino, in piazza Duomo 2.

Qui trovate i candidati nel nostro collegio:
http://www.listatsipras.eu/candidati/collegio-nord-est.html

e i materiali per la raccolta firme:

lunedì 17 febbraio 2014

Terna e l'amnesia politica ad alta tensione

Il Sindaco Massaro è stato ripetutamente attaccato su più fronti per la questione dell'elettrodotto, ma bisognerebbe innanzitutto chiedersi: chi ha aperto le porte a Terna? Non è che forse, come troppo spesso accade, è proprio la prima gallina che canta ad aver fatto l'uovo? Cerchiamo di fare un po' di chiarezza ripercorrendo la vicenda per sommi capi:

Nel Protocollo d'Intesa sulla razionalizzazione della rete in alta tensione (AT) nei comuni di Soverzene, Ponte nelle Alpi e Belluno del 31/03/2009, leggiamo che “gli enti firmatari si impegnano a confermare la propria favorevole posizione sul progetto di fascia di fattibilità concordata" e "a favorire la conclusione dell'iter autorizzativo e la realizzazione delle opere [...] dandone la massima e preventiva diffusione e ricercandone la condivisione sul territorio." Leggiamo anche che Terna passerà dall'attuale linea aerea armata a 220 Kv a quella a 380 per ogni intervento successivo (più sibillinamente si dice che userà “gli standard previsti per il livello di tensione fino a 380 Kv”).

Senza tanti giri di parole, chi sottoscrisse questo protocollo accettò per sé e per chi sarebbe venuto dopo di lui che in Comune di Belluno -SENZA INTERRARE ALCUNA LINEA- sarebbe passato un elettrodotto per il 380. Tra i firmatari troviamo l'allora Presidente della Provincia Sergio Reolon (Pd) e l'allora Sindaco di Belluno Antonio Prade (Pdl), il che dovrebbe già averci chiarito un po' le idee sulle responsabilità più immediate.

Se risaliamo alla Delibera del Consiglio Comunale del 19/12/2008 (e relativa discussione), è possibile rendersi conto che la storia era già scritta chiaramente allora e che molti di coloro che oggi criticano l'amministrazione Massaro furono allora o sordi o ciechi o tutt'e due. Infatti quando si votò per l'approvazione del protocollo d'intesa, la critica per il passaggio senza previsione di interramento e per le finalità della nuova linea fu espressa a chiare lettere da Belluno democratica La sinistra con il consigliere Francesco Rasera Berna in consiglio ed il consigliere Vanni Roccon in commissione. E' interessante anche vedere chi votò a favore e chi contro.

Capiamo quindi fino a che punto sia paradossale questa situazione che vede l'attuale Sindaco Massaro, che a suo tempo espresse voto contrario al protocollo d'intesa, come il bersaglio delle critiche sterili e demagogiche di chi, come Pdl in Comune e Pd in Provincia, a suo tempo lo sottoscrisse e oggi, con estremo cinismo, si scaglia contro le conseguenze delle proprie stesse azioni come se fossero altrui.

Ciò che è assolutamente fondamentale è un impegno per il territorio bellunese e la sua salvaguardia che non dipenda dal presunto tornaconto elettorale del momento o da tattiche propagandistiche, ma che assuma invece la tutela di questo territorio come valore fondante dell'agire politico-amministrativo.

Sel è quindi impegnata perché, contro lo stucchevole gioco delle parti di certa politica, si faccia tutto il possibile per riparare ai danni causati da scelte tanto improvvide.


Leggi i documenti

venerdì 11 ottobre 2013

Lettera da Commissione nazionale del Congresso

Care, cari,

Vi ricordiamo che non è possibile, se non per particolari e rarissime esigenze che saranno valutate dalla Commissione nazionale, derogare al calendario votato nel regolamento per le date dei congressi provinciali e regionali.

Pertanto vi invitiamo a farci pervenire il giorno dopo l'assemblea che le ha votate e comunque entro e non oltre il 1 novembre p.v., le composizioni, con relativi recapiti (mail e cellulari), delle commissioni provinciali e regionali per il congresso e, di conseguenza, i calendari delle assemblee aperte e dei congressi di federazione.

Si è stabilito, per rendere la partecipazione la più ampia possibile, che le/gli iscritte/i, che per motivi di studio o di lavoro, non possano partecipare ai congressi provinciali di appartenenza, possano partecipare al congresso di provincia in cui risiedono temporaneamente, se lo richiedono alla commissione nazionale del congresso, entro e non oltre il 1 novembre 2013.

Inoltre, avendo potuto pubblicare sul sito il documento a firma Nichi Vendola solo il 1 ottobre per consentire ai programmatori di predisporre il sito, vi comunichiamo che abbiamo deciso di lasciare un weekend aggiuntivo per la raccolta delle sottoscrizioni per eventuali emendamenti e altri documenti. Quindi la scadenza per la presentazione di emendamenti o documenti alternativi è così stabilita: 
- gli emendamenti e i documenti dovranno essere presentati, corredati delle sottoscrizioni necessarie come previste da regolamento, via mail a congressosel@sxmail.it entro e non oltre le ore 12 di lunedì 21 ottobre p.v.

Tutte le comunicazioni, ricorsi, informazioni e altro inerenti il congresso devono essere richieste in forma scritta e inviate via mail a: congressosel@sxmail.it. Per questioni di trasparenza e di efficienza, solo ed esclusivamente le comunicazioni inviate con tale modalità saranno prese in considerazione. Vi chiediamo, pertanto, di disincentivare richieste telefoniche, via facebook o mail personali.


La commissione nazionale per il congresso
Sergio Boccadutri, Paolo Cento, Beatrice Giavazzi, Tino Magni, Daniela Santroni

venerdì 10 maggio 2013

Assemblea aperta

Il circolo Sel di Belluno invita simpatizzanti e iscritti a partecipare


Venerdì 17 maggio
ore 18.30
Centro Giovanni XXIII (sala Candeago)

ad un'assemblea aperta per riflettere insieme sulla questione nazionale e sulla ricostruzione di una nuova sinistra di governo.

giovedì 4 aprile 2013

Riformare la sanità veneta, ridurre le Ulss


LETTERA APERTA AL CONSIGLIO REGIONALE  VENETO 

La sanità veneta è governata dalla Regione e gestita, con nomina del presidente della giunta regionale, da 24 direttori generali per 22 aziende ulss e per le 2 aziende ospedaliere di Padova e Verona. Le ulss, alla loro nascita, vengono disegnate pensando al piano sanitario, agli ospedali da salvare e a quelli da dismettere e trasformare, a quelli da sviluppare, a quelli da ridurre. Così sono nate e disegnate con ambiti geografici non sempre lineari, ma tenedo conto del rapporto popolazione e posti letto con geografie inaspettate. In taluni casi si sono allargati territori attorno ad alcuni ospedali per proteggerli da eventuali tagli o per implementarli, in altri casi si sono messi in uno stesso ambito territoriale  più ospedali che, così sistemati "geograficamente", abbisognavano di tagli di posti letto e quindi di chiusura e riconversione di un ospedale, solitamente il meno "politicamente" titolato. La necessaria pianificazione sanitaria ed ospedaliera in una regione ove i posti letto ospedalieri, talvolta vuoti, erano eccessivi avrebbe operato meglio se il rapporto posti letto ed abitanti fosse stato visto non in tante artificiose aree di ulss, spesso sghimbesce, ma dall'ottica provinciale, di ciascuna provincia.
Certamente gli ospedali "forti politicamente", anche a prescindere dalla qualità delle prestazioni e dei servizi resi, si sarebbero difesi ugualmente, ma certe giustificazioni del rapporto posti letto abitanti sarebbero state indedolite e di molto e sarebbero emersi di più i dati qualitativi.
Non solo per questi motivi sarebbe opportuno andare subito, il prima possibile, a ridurre le 22 aziende ulss e le due aziende ospedaliere in sole sette, una per provincia.
I tagli alla sanità, la cui spesa per quella italiana ora è al di sotto della media europea, rendono necessario il recupero di fondi. Sono le attività sanitarie, ospedaliere,di prevenzione, di tutela della salute che hanno bisogno di essere incrementate, non quelle "burocratico amministrative" che pesano ancora tanto senza incidere sulla salute dei cittadini. I direttori generali, nominati dalla "politica" (dal presidente della giunta regionale dopo aver sentito i partners di maggioranza) hanno costi rilevanti, rilevantissimi se si pensa anche ai premi annuali percepiti. Passare da 24 direttori generali con i vari addetti attorno alla direzione generale, a 7, significa risparmiare cifre rilevanti (anche questi sono i costi della "politica") . Con i risparmi siano finanziate attività  sanitarie oggi in pericolo o  molto ridimensionate.
Non c' è ragione di difendere ambiti territoriali superati, anacronistici, dispersivi per una corretta programmazione socio-sanitaria. Si pensi quindi ad introdurre questa necessaria modifica che permetterebbe di recuperare significative risorse per la tutela della salute dei cittadini.
Resta un grande problema. Grande come una casa. Il problema del governo trasparente, democratico, partecipato della salute delle cittadine e dei cittadini. In questi anni e persino in questi giorni, sono emerse troppe vicende "scandalose", con rilevanza giudiziaria, riferite alla "gestione" sanitaria. Non è più possibile mantenere questo tipo di potere monocratico "politico", travestito da "tecnico", distante e non trasparente, del direttore generale nominato "politicamente" dal presidente della giunta. Strumenti di partecipazione democratica, di controllo e di massima trasparenza vanno pensati e introdotti.

Giorgio Gabanizza (Sel Verona)

giovedì 31 gennaio 2013

Sel e Pd unica speranza di una politica progressista

Intervista a Luciano Gallino

Rachele Gonnelli - L'Unità, 31 gennaio 2013

 

«Un cortese distacco». Così il professor Luciano Gallino definisce il suo addio a tutta l`operazione che oggi va sotto il nome di Rivoluzione civile o lista Ingroia. In realtà, al di là dei modi compassati e gentili che gli sono propri, la sua è una bocciatura politica senza appello. Tanto più rilevante perché viene da uno dei padri fondatori di Cambiare Si Può, anzi dal primo firmatario dell`appello, oltre che da uno degli studiosi italiani più quotati a livello internazionale di capitalismo e relazioni sociali, con un curriculum che parte dal centro studi di Adriano Olivetti, passa per l`università di Stanford e approda all`Accademia dei Lincei. 

Professore lei ha detto a MicroMega che voterà Sel. Come ha maturato questa svolta rispetto a precedenti collocazioni?
«È successo che ci sono state alcune belle assemblee, molto stimolanti, alle quali ho partecipato. Ma che poi, quando il progetto nato lì come Cambiare Si Può si è calato nella discussione sulle liste e sulle alleanze, la prospettiva si è complicata e ha preso una direzione che personalmente non mi sento di condividere. C`è stata anche una votazione in cui io e altri tra i primi firmata- ri dell`appello non abbiamo condiviso la scelta, approvata a maggioranza, di accettare di proseguire il cammino indicato da Ingroia. A quel punto avevo delle scelte limitate: non votare, chiedere asilo politico in Tasmania oppure appoggiare una forza che, pur minoritaria, tutto sommato è una voce che dice qualcosa d`interessante sulla finanza e il lavoro, cioè sui temi ai quali ho dedicato gli ultimi 15 anni di studio». 

Parla di Sinistra ecologia e libertà? 
«Sì». 

È tra i delusi dell`eccessiva presenza di partiti nella lista Ingroia?
«No, guardi, pur sottolineando l`importanza dei movimenti, ritengo che la forma partito sia fondamentale, proprio per portare le istanze dei movimenti in Parlamento. Solo non è esattamente moderno ciò che vedo in quella lista, nelle persone che ci sono. Ingroia e i suoi non mi pare abbiano cose interessanti da dire sui temi di cui mi occupo come la riforma delle banche a livello europeo. Non è un rimprovero e non faccio questioni di persone, si occupano di altro, è un fatto di ruolo e di attenzione del tutto legittimo. Ma non mi interessa». 

Mi risulta che abbia anche sottoscritto un appello a sostegno di Giulio Marcon, ex portavoce di Sbilanciamoci, insieme ai suoi colleghi Saskia Sassen, Richard Sennett e a intellettuali italiani come Fofi, Castellina e altri.
«Sì, voterei volentieri per Marcon, purtroppo non solo non ci sono le preferenze ma si presenta in Veneto e io voto a Torino. L`ho incontrato a qualche convegno ma soprattutto il sito di Sbilanciamoci è uno dei pochi, uno o due in Italia, che si leggono con profitto». 

Dunque sceglie il centrosinistra. Cosa dovrebbe fare secondo lei per farci uscire dalla crisi?
«Siamo di fronte ad un bivio e qualcuno ha già deciso quale strada prendere, una strada che