Circolo di Belluno

giovedì 19 luglio 2012

Il rigore dei conti di Sel

Alberto Crepaldi, Il rigore dei conti del partito di Vendola e la mia disfatta, in "Linkiesta", 19 luglio 2012:

"Ronzavo attorno al bilancio del partito di Vendola da quasi un mese. Da quando SEL ed il suo tesoriere me ne avevano annunciato la pubblicazione. Tra me e me, in queste settimane, mi sono detto spesso: ah sì, volete fare i primi della classe voi di SEL...adesso vi sistemo per le feste! 
Cosicché pregustavo l'idea di andare a scovare qualche spesa fuori controllo o esposta in modo poco chiaro. O di far luce su contributi ricevuti da imprese e privati riconducibili a loschi interessi. O di denunciare lo scivolamento dei conti verso il baratro. O, ancora, di chiarire ai lettori che anche SEL, al pari di altre formazioni politiche, investe in immobili, fondi gestiti in paradisi fiscali, derivati che alimentano la bolla speculativa, invece che fare attività politica sul territorio. E accarezzavo pure il desiderio di riuscire addirittura a dimostrare che il Presidente Vendola si tiene il denaro percepito come Governatore della Puglia tutto per sé e si fa fare regali, prestare barche, appartamenti e pagare vacanze da sogno da amici danarosi. 
Negli scorsi giorni mi sono così messo al lavoro. Con ancora ben viva la memoria del tronfio atteggiamento di superiorità morale con cui il tesoriere Boccadutri ha presentato pubblicamente i dati di bilancio. Mi sono studiato tutte le carte, le ho radiografate più volte. Alla ricerca di qualcosa che potesse permettermi di sputtanare SEL. Una volta per tutte. 
Perché è davvero fastidioso che questi post-comunisti vogliano dimostrare di avere una marcia etica in più rispetto agli altri e di essere la parte sana della politica. Anche arrivando decisamente prima degli altri all'appuntamento della divulgazione dei propri bilanci, allegando ad essi tutto l'allegabile, finanche una serie di tabelle e grafici da veri sboroni! 
Già assaporavo la notizia con cui mostrare agli italiani le prove della malagestione delle risorse da parte di SEL. Sul relativo pezzo sarebbero certamente fioccate decine di migliaia di "mi piaci". Espressi anche da parte di altrettanti militanti di altre forze politiche, che così avrebbero liberato una volta per tutte la frustrazione di non aver visto anche gli odiosi comunisti di SEL messi alla berlina per via dei propri bilanci opachi e sballati. Senza considerare che tutto ciò avrebbe giovato alla mia carriera di investigatore dei conti dei partiti
Dopo giorni di studio notturno, ahimè, mi sono dovuto arrendere. Più che una resa, è stata una disfatta. 
Lo ammetto pubblicamente: non ho trovato una virgola fuori posto in quei cazzo di conti di SEL! Tutto è perfetto, rigoroso ed equilibrato. I rimborsi elettorali non assorbono la quasi totalità delle entrate - come speravo - ma ne rappresentano poco più del 50%. La restante parte (48%) è ascritta alle quote associative, che invece mi attendevo fossero irrisorie. Vendola è troppo onesto per i miei gusti, visto che dei 97 mila euro di contribuzioni da persone fisiche, ben 58 mila provengano da lui stesso. Nel bilancio, poi,  non ho purtroppo trovato spese folli per attività di comunicazione politica, visto che i post-comunisti hanno imparato in fretta a usare a fini promozionali la leva della rete! Non ho potuto nemmeno giocare la carta delle operazione finanziarie opache, degli investimenti immobiliari inutili, nonché dei contributi da società legate al malaffare o guidate da noti tangentisti: di tutto ciò non c'è uno straccio di traccia! 
Amaramente non posso che arrendermi di fronte all'evidenza per cui le risorse, certo non enormi, di SEL, sono gestite nel segno dell'equilibrio e del rigore."

mercoledì 18 luglio 2012

Tesseramento 2012

Continua il tesseramento 2012

Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti, perché vogliamo fare buona politica. 

Una politica che sia la condivisione di obiettivi comuni per cogliere, anche in questo momento di grande crisi, l'occasione per un radicale cambiamento delle coscienze e del modo di essere e di vivere.

Per fare tutto questo abbiamo bisogno di essere in tante e tanti per determinare un vero cambiamento per la nostra provincia e i comuni di Belluno e Feltre. 


Contattateci... sel.belluno@tiscali.it

domenica 15 luglio 2012

Reddito minimo garantito, parte anche a Belluno la raccolta firme

Informiamo i cittadini che anche a Belluno è ora possibile (e auspicabile) firmare a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per l'istituzione del REDDITO MINIMO GARANTITO presso: 
Ufficio Anagrafe (Via Mezzaterra)
Lunedì 9.00 - 13.00
Martedì 9.00 - 12.00
Mercoledì 9.00 - 12.00
Giovedì 9.00 - 12.00 / 15.00 - 17.00
Venerdì 9.00 - 12.00
Sabato 9.00 - 11.30
SIRP (Piazza Duomo)
Dal lunedì al venerdì: 9.00 - 13.00
Giovedì: 15.00 - 18.00
Beneficiari del reddito minimo garantito sono tutti gli individui (inoccupati, disoccupati, precariamente occupati) che non superino i 7200 euro annui. Devono essere residenti sul territorio nazionale da almeno 24 mesi; devono essere iscritti presso le liste di collocamento dei Centri per l’impiego.
L’ammontare individuale del beneficio del reddito minimo garantito è di 7200 euro annui, pari a 600 euro mensili; tale misura deve essere rivalutata in base al numero dei componenti del nucleo familiare.
Vi sarà la sospensione o la decadenza del reddito minimo garantito quando il beneficiario dichiari il falso al momento della richiesta; venga assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato; partecipi a percorsi di inserimento lavorativo retribuiti; al compimento dei 65 anni di età; quando il beneficiario rifiuti una proposta congrua di impiego dopo il riconoscimento delle sue competenze formali ed informali.

Per maggiori informazioni: http://www.redditogarantito.it/

venerdì 22 giugno 2012

Rasera Berna «Il consiglio ritorni il luogo delle idee»

BELLUNO. Un combattente, che accetta di smettere per diventare super partes. Il nuovo presidente del consiglio comunale di Belluno è Francesco Rasera Berna, avvocato, già Rifondazione Comunista, oggi in Sel, alla sua sesta esperienza in consiglio ma anche ex assessore.

Perché questa scelta?
«Me l’hanno chiesto e ho accettato, perché il consiglio comunale è il luogo della politica cittadina e presiederlo è un compito di grande responsabilità di cui andare orgoglioso. Dopo anni di lotte di parte, questa sarà un’esperienza diversa, piena di possibili sviluppi positivi per la città. Per fare il presidente non bisogna avere fanatismi nè dogmi e io, pur essendo sempre stato un radicale, non ne ho».

Non sarà dura rinunciare alle battaglie?
«Credo che questa, per me, sarà l’ultima volta in consiglio. Dopo vent’anni, smettere di fare il combattente e concludere con un nuovo ruolo, mi è sembrato interessante, anche perché ho delle idee per il consiglio comunale».

Quali sono?
«Il consiglio non è più quel luogo di progettazione della città che era quando, da ragazzo, andavo ad assistere alle riunioni. Le cause sono tecniche e politiche, ma ora l’urgenza è ricostruire quel ruolo di centralità politica del consiglio».

Nell’ultima seduta l’opposizione ha bocciato la modifica proposta dalla giunta, chiedendo una revisione più approfondita dello Statuto.
«Lo Statuto va aggiornato e adeguato alle nuove norme, ma ciò che va modificato, per un funzionamento più efficace del consiglio, è il regolamento. Bisogna evitare di parlarci addosso per ore. È legittimo che ognuno dica la sua, ma la vera scommessa è capire se alcune decisioni si possono assumere nelle commissioni. Non sono sicuro che sia possibile, ma durante le commissioni i consiglieri possono entrare nel merito ed essere operativi e sarebbe importante rendere il loro lavoro più efficace e definitivo».

Nella scorsa consiliatura lei ha fatto parte della commissione paritetica che doveva riscrivere Statuto e regolamenti. Si riparte da lì?
«C’è un lavoro e lo distribuirò alla prima riunione della conferenza dei capigruppo (lunedì) chiedendo come vogliono procedere. Aggiungo il Regolamento per la partecipazione, quello esistente è troppo “aulico”. C’è la necessità di interagire di più con la città e con le sue forme associative. Bisogna creare una rete in cui al centro c’è il consiglio e attorno la città in tutte le sue espressioni.Solo così il consiglio torna a essere il luogo capace, nelle sue forme istituzionali, di intessere rapporti con la realtà secondo canoni di partecipazione semplici, trasparenti e efficaci».

Nel suo discorso di insediamento, lei ha citato la scarsa affluenza alle urne. Sente questo peso?
«È un problema che mi pongo da vecchio proporzionalista. L’intero consiglio rappresenta il 57% dei bellunesi, abbiamo un debito con l’altro 43%, quanto meno di ascolto. Il contatto con la città va ricostruito, dobbiamo aprirci al confronto, parlare con la gente. Per questa amministrazione, come per le altre, la scommessa è far uscire Belluno dalla crisi e questo passa anche attraverso la legittimazione, agli occhi dei cittadini, del consiglio come luogo dei progetti e delle idee. Sogno una città dove tutti stiano bene».

Sembra ottimista.
«Non molto, perché vedo che prevalgono logiche di schieramento e perdere tempo non serve nessuno. Mi auguro che col tempo la campagna elettorale finisca e che si possa trovare un percorso comune, entrando nel merito delle questioni».

Reddito minimo garantito, parte la raccolta di firme



Una legge d'iniziativa popolare per l'istituzione del reddito minimo garantito. Un passaggio fondamentale che sceglie il terreno della precarietà esistenziale come nodo decisivo della crisi occidentale e della società italiana. Lo scopo principale della legge è quello di realizzare una campagna che ponga al centro il contrasto alla marginalità e un'attenzione forte a come garantire la dignità della persona e favorire la cittadinanza attraverso l'inclusione sociale.
In una condizione di tragedia economica come quella attuale, con i livelli di precarizzazione selvaggia e di disoccupazione di massa, soprattutto dei più giovani, il reddito può essere una risposta, una possibilità di scelta, di rivendicazione di autonomia e futuro. Con il reddito minimo scegliamo un punto di vista, quello di chi è maggiormente escluso a partire dalla condizione di genere e generazionale.
Siamo tra i pochissimi Paesi europei a non avere alcuna forma di tutela di ultima istanza. Siamo persino inadempienti rispetto all'articolo 34 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
Il reddito minimo è un argine contro il lavoro nero, il lavoro sottopagato e la negazione delle professionalità e della formazione acquisita. Significa in buona sostanza non vendersi sul mercato del lavoro alle peggiori condizioni possibili. Da argine può diventare un paradigma. Per questo il disegno di legge propone tre deleghe al governo sul riordino della spesa assistenziale, gli ammortizzatori sociali e l'istituzione del salario minimo garantito. Il reddito minimo può essere un grimaldello con cui ridisegnare le politiche attive del lavoro, i processi formativi e la generalizzazione del welfare.
Partiamo da subito con la raccolta di migliaia di firme, apriamo comitati a sostegno della legge ovunque sia possibile con chiunque abbia voglia di condividere questa battaglia. 

martedì 22 maggio 2012

Jacopo Massaro Sindaco di Belluno

Jacopo Massaro, 38 anni, è il nuovo sindaco del comune di Belluno con il 62,69%.
Una vittoria schiacciante contro Claudia Bettiol (Pd).
 
Massaro partiva svantaggiato con  4.495 voti (24,44%) contro i 4.636 (25,20%) della Bettiol, ma le sue caratteristiche di rinnovamento e di programma hanno convinto i cittadini di Belluno che un cambiamento era possibile.
 
Parliamo di rinnovamento e cambiamento (ci scusiamo per i termini usatissimi), ma per quanto riguarda Massaro, il nuovo della politica è stato di avere il coraggio, dopo essere stato capogruppo del Pd in consiglio comunale, di separarsi da un gruppo dirigente ormai obsoleto ed incapace di proporre una necessaria svolta alla città, tagliando con quel passato per lanciare un progetto politico, d'idee e di validi cittadini, che mettendosi in lista hanno sancito la volontà di riprendersi il futuro della città nelle proprie mani.
 
La  candidatura di Jacopo Massaro è stata fortemente voluta, cercata è realizzata grazie al contributo del circolo di Sel di Belluno, della Federazione di Sel di Belluno e grazie al coraggio e alla determinatezza  del coordinatore provinciale Diego Pauletti, che non ha voluto, assieme a Francesco Raserna Berna, Ermanno de Col e Marco Barluzzi, cedere alle proposte del gruppo dirigente del Pd di accettare a scatola chiusa, senza discutere e senza primarie alla candidatura di un suo esponente storico, rappresentante d’una giurassica nomenclatura, che la città di Belluno ha decisamente bocciato.
 
Pertanto, aver raggiunto il risultato di far eleggere a sindaco di Feltre Paolo Perenzin,  iscritto ed esponente di Sel feltrino e l’amico Jacopo Massaro a sindaco di Belluno, sancisce la giustezza d’una linea politica provinciale che ha dovuto sopportare pressioni e ricatti a tutti i livelli (comunale – provinciale – regionale), dove il nostro coordinatore Diego Pauletti si è fatto baluardo per difendere le legittime e democratiche posizioni del circolo e della Federazione di Belluno. 
 
Difatti, con queste elezioni entreranno in consiglio comunale nella maggioranza di Massaro due esponenti di Sinistra Ecologia Libertà: Francesco Raserna Berna e Ermano De Col.
 
La vittoria di Jacopo sancisce sia la volontà di cambiamento d’una città, che in questi ultimi anni ha dovuto subire il mal governo del centro desta e della Lega Nord, sia la sconfitta, non tanto degli amici del PD,  ma in modo particolare dei suoi “baroni storici”  (ex margherita) che non hanno voluto comprendere che riproporre metodologie “democristiane” e candidati rappresentanti  "del vecchio che non vuol cambiare", non è più accettabile né da parte dei cittadini né tantomeno da noi di Sinistra Ecologia Libertà.

giovedì 3 maggio 2012

Appello al voto


In vista delle elezioni amministrative di domenica 6 e lunedì 7 maggio,

Il Circolo Sel di Belluno invita a votare la lista civica 
Insieme per Belluno - Città Futura

a sostegno del candidato sindaco 
Jacopo Massaro

e ad esprimere la preferenza per uno dei propri candidati al Consiglio comunale: 
- Barluzzi Marco, 29 anni
  impiegato nel settore delle energie rinnovabili
- Cesco Betta Tatiana, 49 anni
  oss
- De Col Ermano, 70 anni
  ex sindaco
- Olivotto Cristiano, 59 anni
  addetto della Mobel
- Rasera Berna Francesco, 51 anni
  avvocato