Circolo di Belluno

lunedì 17 febbraio 2014

Terna e l'amnesia politica ad alta tensione

Il Sindaco Massaro è stato ripetutamente attaccato su più fronti per la questione dell'elettrodotto, ma bisognerebbe innanzitutto chiedersi: chi ha aperto le porte a Terna? Non è che forse, come troppo spesso accade, è proprio la prima gallina che canta ad aver fatto l'uovo? Cerchiamo di fare un po' di chiarezza ripercorrendo la vicenda per sommi capi:

Nel Protocollo d'Intesa sulla razionalizzazione della rete in alta tensione (AT) nei comuni di Soverzene, Ponte nelle Alpi e Belluno del 31/03/2009, leggiamo che “gli enti firmatari si impegnano a confermare la propria favorevole posizione sul progetto di fascia di fattibilità concordata" e "a favorire la conclusione dell'iter autorizzativo e la realizzazione delle opere [...] dandone la massima e preventiva diffusione e ricercandone la condivisione sul territorio." Leggiamo anche che Terna passerà dall'attuale linea aerea armata a 220 Kv a quella a 380 per ogni intervento successivo (più sibillinamente si dice che userà “gli standard previsti per il livello di tensione fino a 380 Kv”).

Senza tanti giri di parole, chi sottoscrisse questo protocollo accettò per sé e per chi sarebbe venuto dopo di lui che in Comune di Belluno -SENZA INTERRARE ALCUNA LINEA- sarebbe passato un elettrodotto per il 380. Tra i firmatari troviamo l'allora Presidente della Provincia Sergio Reolon (Pd) e l'allora Sindaco di Belluno Antonio Prade (Pdl), il che dovrebbe già averci chiarito un po' le idee sulle responsabilità più immediate.

Se risaliamo alla Delibera del Consiglio Comunale del 19/12/2008 (e relativa discussione), è possibile rendersi conto che la storia era già scritta chiaramente allora e che molti di coloro che oggi criticano l'amministrazione Massaro furono allora o sordi o ciechi o tutt'e due. Infatti quando si votò per l'approvazione del protocollo d'intesa, la critica per il passaggio senza previsione di interramento e per le finalità della nuova linea fu espressa a chiare lettere da Belluno democratica La sinistra con il consigliere Francesco Rasera Berna in consiglio ed il consigliere Vanni Roccon in commissione. E' interessante anche vedere chi votò a favore e chi contro.

Capiamo quindi fino a che punto sia paradossale questa situazione che vede l'attuale Sindaco Massaro, che a suo tempo espresse voto contrario al protocollo d'intesa, come il bersaglio delle critiche sterili e demagogiche di chi, come Pdl in Comune e Pd in Provincia, a suo tempo lo sottoscrisse e oggi, con estremo cinismo, si scaglia contro le conseguenze delle proprie stesse azioni come se fossero altrui.

Ciò che è assolutamente fondamentale è un impegno per il territorio bellunese e la sua salvaguardia che non dipenda dal presunto tornaconto elettorale del momento o da tattiche propagandistiche, ma che assuma invece la tutela di questo territorio come valore fondante dell'agire politico-amministrativo.

Sel è quindi impegnata perché, contro lo stucchevole gioco delle parti di certa politica, si faccia tutto il possibile per riparare ai danni causati da scelte tanto improvvide.


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